Archive for maggio, 2008

Travaglio, Schifani e l’informazione in Italia

Biagi non è stato cacciato dalla Rai, ma è andato via prendendosi i suoi miliardi”. Questo mi è toccato sentire in Farmacia questa mattina… rigorosamente tradotto in dialetto Vicentino. Sono rimasto un po’ di sasso e non sono riuscito a dire niente, visto che mi sentivo un po’ in “casa del nemico”, e già me ne pento: almeno chiedergli quanti miliardi si è preso Biagi, visto che il signore era tanto informato.

Per quanto riguarda Travaglio, pur convinto della veridicità dei fatti da lui riportati (vedi l’articolo comparso nel 2002 sull’Espresso e ripreso poco fa da Il Sole 24 ore), non condivido il modo e il luogo in cui questi sono stati portati in TV. Preferirei una puntata di AnnoZero (credo sia l’unica trasmissione che potrebbe trattare l’argomento) con qualcuno che “difenda” Schifani. È vero che se si riporta un fatto documentato il contraddittorio non sarebbe necessario. Ma in quest’Italia dove si sentono le cose che ho sentito stamattina io dal farmacista, per essere credibili bisogna porsi in condizioni non sospette e il più possibile non di parte.

Scandalosa è però la condotta dei mezzi di informazione, che oltre a dare spazio ai politici affinché distruggano l’immagine di Travaglio, non si preoccupano minimamente di COMUNICARE se i fatti da lui citati sono veri o no. Ma che giornalisti sono quelli che non comunicano i fatti?

E poi mi dico: è una vita che diciamo che la mafia c’è perché i mafiosi siedono in parlamento. Adesso uno in TV dice che un tal senatore ha avuto rapporti con gente successivamente condannata per mafia e si mette alla gogna il giornalista e non il parlamentare? Ma ci rendiamo conto?

Adesso torno a studiare che Mercoledì ho un esame. Ma appena gli esami mancanti saranno 1 o 2, credo che mi iscriverò a un partito politico: credo che senza partecipazione non si possa fare un bel niente.

Ciao!

PS: ho scritto una mail a Che tempo che fa per comunicare ciò che penso. Se volete farlo anche voi ecco il loro indirizzo: raitre.chetempochefa@rai.it.

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Calderoli, Bossi e la Libia

Mi sembra di ricordare che i primi provvedimenti del governo Berlusconi IV dovessero riguardare Napoli, spazzatura e detassazione degli straordinari. Con sommo stupore trovo però che il nostro pluriprescritto presidente del consiglio si è messo al lavoro ben prima di terminare tutte le nomine del proprio governo ma su un altro fronte: politica estera.

Leggo infatti che la Libia ha deciso di rivedere gli accordi presi con l’Italia per quanto riguarda immigrazione e investimenti sul petrolio, tutto a causa della presenza di Calderoli nel governo appena nato nonché di supporto promesso dall’unione europea allo stato africano, ma mai giunto (supporto di cui ignoro la natura, ma bisogna essere obiettivi e non dare tutta la colpa a Calderoli e compagnia).

Subito arriva l’intervento di Berlusconi che rassicura: “Avremo modo di chiarire e tranquillizzare la situazione con le autorità libiche. Sono fiducioso”. Il chiarimento in effetti arriva, non dal premier, ma dal ministro delle Riforme Umberto Bossi: “La lingua di Gheddafi è sempre stata lunga… sono loro che ci mandano i clandestini – aggiunge il ministro per le riforme per il federalismo – perché per la Costituzione libica tutti gli africani hanno diritto ad avere la cittadinanza della Libia, ma non possono tenerli tutti e quindi li caricano sulle barche e ce li mandano. Bisognerebbe rimandarli tutti indietro – conclude – utilizzando i dati dei satelliti, e tutti si devono fare carico del problema”

Se il buongiorno si vede dal mattino siamo proprio messi bene!

Speriamo comunque che tutto si risolva per il meglio… intanto D’Alema cerca di fare qualcosa dicendo che “la formazione e composizione del nuovo Governo è una questione interna, regolata da precise disposizioni costituzionali”. Vedremo come andrà a finire…

Aggiornamento: caso chiuso con la Libia dopo le scuse pubbliche di Calderoli. Anche se io devo ancora vederlo, mi piacerebbe vedere con che faccia si è scusato il Calderoli!

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